23/05/16

84. Lezioni di anatomia

Salve a tutti! Benvenuti all'ottantaquattresimo appuntamento con la nostra prestigiosa rivista letteraria, vero e proprio faro nella notte per gli appassionati del mondo antico nonché per tutti coloro che cercano di uscire dal tunnel della droga. Forza, amici, potete farcela.
Oggi pubblichiamo un estratto del VII libro della Storia Naturale di Plinio il Vecchio, in cui il dotto autore comasco parla di una delle più complesse reazioni chimiche che interessano il corpo femminile: il ciclo mestruale. Sappiamo che tra i nostri lettori (ma anche qui in redazione, per essere precisi) c'è chi un organo genitale femminile non l'ha mai visto, neppure in foto; ed è per questo che abbiamo pensato di snocciolare qualche simpatica nozione di anatomia, servendoci della conoscenza scientifica puntuale e aggiornata degli antichi Romani.
Detto questo, ecco come dovreste comportarvi in presenza di una donna in periodo mestruale. Al solito, non ringraziateci: per noi è motivo di gioia sapere che stiamo aiutando il genere umano a evolversi e migliorarsi.


* * *


Naturalis Historia VII, 13-14

Cominciamo dalle basi

(13) La donna è il solo, tra gli esseri viventi, ad avere le mestruazioni; di conseguenza, solo nel suo utero si trovano le cosiddette mole [1]. Si tratta di una massa di carne informe, senza vita, impermeabile ai colpi e alla penetrazione del ferro. Essa si muove e può anche, come una gravidanza, interrompere le mestruazioni; a volte è mortale, altre volte invecchia insieme alla donna, talora è espulsa da una forte diarrea. Una formazione analoga, chiamata scirro [2], si crea nel ventre degli uomini; ne fu affetto l'ex pretore Oppio Capitone. Ma non sarebbe facile trovare qualcosa di più prodigioso del flusso mestruale delle donne. Al sopraggiungere di una donna che ha le mestruazioni il mosto inacidisce; al suo contatto le messi divengono sterili; muoiono gli innesti, bruciano i germogli dei giardini, cadono i frutti degli alberi presso cui la donna si è fermata; al suo solo sguardo, la lucentezza degli specchi si appanna, si smussa la punta delle lame, si oscura lo splendore dell'avorio, muoiono le api negli alveari; persino il bronzo e il ferro si arrugginiscono all'istante e il bronzo prende un odore sgradevole. I cani, se assaggiano il liquido mestruale, diventano rabbiosi e il loro morso è contaminato da un mortale veleno. Perfino il bitume, sostanza di solito appiccicosa e tenace, che in un dato periodo dell'anno, nel lago della Giudea chiamato Asfaltide [3], galleggia e si attacca a tutto ciò con cui viene a contatto, può essere sciolto soltanto da un filo imbevuto di quel veleno. Si dice che anche nelle formiche, animali minuscoli, vi sia una sensibilità per il liquido mestruale; gettano via i granelli che hanno portato alla bocca, e in seguito non li riprendono più. Un male siffatto e così grande compare nella donna ogni trenta giorni (il flusso è più abbondante ogni tre mesi); in alcune più di una volta al mese, in altre mai. (14) Ma queste ultime non possono avere figli, dal momento che il sangue mestruale è la materia da cui si genera l'uomo: il seme maschile, come un coagulo, ne fa tutt'uno con se stesso, e questa massa, col passar del tempo, prende vita e forma umana. Perciò quando le donne incinte hanno le mestruazioni, secondo Nigidio [4], i figli nascono deboli, o morti, o pieni di umore corrotto. (Lo stesso Nigidio è del parere che il latte con cui una puerpera [5] nutre il figlio non vada a male, se essa ne concepisce un secondo dal medesimo uomo). L'inizio e la fine delle mestruazioni sono tradizionalmente ritenuti i periodi in cui più probabile è il concepimento. Si ha un indizio che una donna è fertile, da quanto leggo, quando la sua saliva è macchiata dalle medicine che le si applicano sugli occhi.
__________
[1] Forma anomala di gravidanza che determina lo svilupparsi di una massa all'interno dell'utero. Quante inesattezze mediche ci saranno all'interno di questa frase? [2] «Lo scirro, tumore maligno dell'epitelio, in realtà non ha niente a che vedere con la mola.» [N.d.T.] [3] Ovvero l'attuale Mar Morto. [4] «Publio Nigidio Figulo, originale figura di erudito a metà tra il filosofo neopitagorico e il mago, visse nell'età di Cesare e trattò svariati argomenti.» [N.d.T.] Fu amico di Cicerone e filopompeiano: dopo la vittoria di Cesare, quest'ultimo lo costrinse all'esilio nel 46 a.C. Delle opere di Nigidio non sono sopravvissuti che pochi frammenti. Qualcuno dirà: "E 'sti cazzi?" Beh, come dargli torto. [5] Una donna, cioè, che ha partorito di recente.

* * *

Ci auguriamo che questa lezione di anatomia sia servita a qualcosa. Ora, visto che siamo stati così solerti da pubblicare due volte nello stesso mese, seguiteci su quella discarica virtuale chiamata Facebook oppure su Google+, che non si caga nessuno. Come dite? No, non siamo molto bravi ad autopromuoverci.
Alla prossima!


Bibliografia
  • Plinio il Vecchio, Storia Naturale II. Antropologia e zoologia, Torino 1983.
Immagini
  • http://www.fertilitycenter.it/anatomia/anatomia-utero-ed-annessi

Nessun commento:

Posta un commento