19/02/16

81. Curarsi le verruche con Tom Sawyer

Salute, lettori! Siamo venuti a prestarvi soccorso emotivo, sapendo che la maggior parte di voi è incastrata nella consueta sessione d'esami invernale. Un nuovo post significa una nuova pagina di svago all'insegna della letteratura divertente: prendetevi dunque cinque minuti pausa, uscite da Facebook e godetevi questo dialogo tratto da uno dei più celebri romanzi del XIX secolo: Le avventure di Tom Sawyer (1876) di Samuel Langhorne Clemens (30 novembre 1835 - 21 aprile 1910), in arte Mark Twain. Non immaginavate, vero?, che era uno pseudonimo? Già, anche noi, dall'alto della nostra ignoranza, siamo rimasti sconcertati quando lo abbiamo scoperto.
Lo scambio di battute che segue si trova al capitolo 6 e introduce il personaggio di Huckleberry Finn, scavezzacollo figlio dell'ubriacone del paese e grande amico di Tom Sawyer. Per una volta non vogliamo anticipare nulla e lasciarvi direttamente al testo, visto che è un po' lungo.

* * *

Mark Twain nel 1871
– Ciao, Huckleberry!
– Ciao a te, e vediamo se ti piace quello che ho.
– Cos'è che hai?
– Un gatto morto.
– Mostramelo, Huck. Mamma mia, com'è irrigidito. Dove lo hai preso?
– L'ho barattato con un ragazzo.
– Che cosa gli hai dato in cambio?
– Gli ho dato uno scontrino blu [1] e una vescica che ho avuto al macello.
– Dove lo avevi preso lo scontrino blu?
– Lo avevo scambiato con Ben Rogers, due settimane fa, contro un bastone per ciechi.
– Sì, ma senti... a che servono i gatti morti, Huck?
– A che servono? Servono per far andar via le verruche.
– No! Davvero? Io conosco un rimedio migliore.
– Scommetto di no. Quale sarebbe?
– Oh bella, l'acqua piovana che si raccoglie nei ceppi.
– L'acqua piovana! Non darei una cicca per dell'acqua piovana.
– Ah no, eh? L'hai mai provata?
– No, io no. Ma l'ha provata Bob Tanner.
– Chi te lo ha detto?
– Be', lui lo disse a Jeff Tatcher, e Jeff lo disse a Johnny Baker, Johnny lo disse a Jim Hollis, e Jim lo disse a Ben Rogers, e Ben lo disse a un negro, e il negro lo ha detto a me. Ecco come lo so!
– Be', e con questo? Sono tutti dei gran bugiardi. Tutti, almeno tranne il negro; quello non lo conosco. Però non ho mai conosciuto un negro che non raccontasse balle. Figurarsi! E ora dimmi come fece Bob Tanner, Huck.
– Be', affondò la mano nell'acqua piovana che si trovava entro un ceppo d'albero fradicio.
– In pieno giorno?
– Sicuro.
– Con la faccia voltata verso il ceppo?
– Sì. O almeno, credo di sì.
– Disse qualcosa?
– Non credo che parlò, non lo so.
– Ah-ah! Figuriamoci se l'acqua piovana poteva guarire le verruche in un modo così balordo e sbagliato! In quella maniera non poteva fare assolutamente alcun effetto. Bisogna andare nel bel mezzo dei boschi, dove si sa che c'è un ceppo con acqua piovana dentro; poi, a mezzanotte in punto, si voltano le spalle al ceppo e si immerge la mano nell'acqua, dicendo:
Acqua che qui resti a imputridire,
Questa verruca fammi sparire,
e poi allontanarsi rapidamente per quindici passi, con gli occhi chiusi, e poi girare su se stessi tre volte e tornare a casa senza rivolgere la parola a nessuno. Perché, se uno parla, l'incantesimo va a farsi benedire.
– Be', sembra un buon sistema, ma non è così che fece Bob Tanner.
– Eh, no, ci puoi scommettere, perché è il ragazzo che ha più verruche di tutti gli altri nel villaggio; e non ne avrebbe nemmeno una se avesse saputo come guarisce l'acqua piovana nei ceppi. Io mi sono tolto migliaia di verruche dalle mani in questo modo, Huck. Gioco così spesso con le ranocchie che ho sempre un gran numero di verruche. A volte le faccio andar via con un fagiolo.
– Sì, quello del fagiolo è un buon sistema. L'ho provato anch'io.
– Davvero? E come ti regoli?
Mark Twain nel 1971
– Si prende il fagiolo e lo si taglia in due, poi si incide la verruca in modo da fare uscire un po' di sangue, si spalma il sangue su una metà del fagiolo, si scava un buco e la si seppellisce, intorno a mezzanotte, a un crocicchio, quando non splende la luna, poi si brucia l'altra metà del fagiolo. Vedi, parte del fagiolo con il sangue continua a succhiare e a succhiare, cercando di attrarre la metà scomparsa, e, in questo modo, la verruca rimane svuotata di tutto il sangue e ben presto si stacca.
– Già, è così, Huck... è proprio così. Però, seppellendo il fagiolo bisogna dire: "Il fagiolo ho seppellito, di verruche son guarito", è molto meglio. Joe Harper si regola in questo modo ed è uno che è arrivato quasi a Coonville [2] ed è stato quasi dappertutto. Ma senti una cosa... come le guarisci le verruche con i gatti morti?
– Be', si prende il gatto e lo si porta al cimitero, verso mezzanotte, dove è stato seppellito qualcuno che era malvagio; e a mezzanotte in punto viene un demonio, o magari ne vengono due o tre, ma non li si può vedere, si può soltanto udire qualcosa di simile al vento, o magari li si sente parlare; e quando portano via il tizio che è morto, si scaraventa il gatto dietro di loro, dicendo: «Demonio segui il cadavere, gatto segui il demonio, verruca segui il gatto, con te l'ho fatta finita!». In questo modo ci si libera da qualsiasi verruca.
– Sembra un buon sistema. Lo hai mai provato, Huck?
– No, ma me lo ha detto la vecchia Mamma Hopkins.
– Be', allora credo che sia vero, perché quella è una strega, dicono.
– Dicono! Perbacco, Tom, io lo so che lo è. Ha stregato pa'. Lo dice lui stesso. Tornava a casa, un giorno, e si accorse che lei lo stava stregando: allora le tirò un sasso e, se lei non si fosse scansata, l'avrebbe colpita in pieno. Be', quella sera stessa rotolò giù da una tettoia ove si era steso ubriaco, e si ruppe il braccio.
– Oh, ma è spaventoso! Come fece ad accorgersi che lei lo stava stregando?
– Dio buono, pa' lo capisce e come. Pa' dice che quando la gente continua a fissarti ti sta stregando, specie se farfuglia qualcosa. Infatti, quando le persone farfugliano, stanno recitando il Padre Nostro a rovescio.
__________
[1] Come narra l'autore al capitolo 4, accumulando una certa quantità di scontrini era possibile ottenere una Bibbia alla scuola domenicale: un premio molto ambito dai ragazzini del villaggio, non certo per il suo valore spirituale, ma solo per potersene vantare in giro. [2] Il romanzo è ambientato nella cittadina fittizia di St. Petersbourg, nel Missouri, sulle rive del fiume Mississippi. Notiamo l'esistenza di una località simile a quella appena menzionata, di nome Boonville, anch'essa nel Missouri.

* * *

Questo post serviva più che altro a ricordarvi di non abbandonare mai il vostro lato fanciullesco, anche se state per raggiungere la soglia dei 30 anni e proiettarvi verso lo svillante mondo della disoccup... ehm, del lavoro, del lavoro. Ovviamente siete liberi di curarvi le verruche come meglio preferite, ma non possiamo garantire nessun risultato. Molti americani contemporanei adottano ancora, con ogni probabilità, i metodi che avete letto, essendo un popolo illuminato e progressista.
Buona sessione d'esami e buona vita. A presto!

Bibliografia
  • M. TWAIN, Le avventure di Tom Sawyer, Mondadori, Milano 1987.


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