23/01/16

79. Jungle Fever (V.M. 18!)

Cari lettori del Serpente che se magna la coda, un saluto a voi! Ancora una volta disattendiamo, stavolta con grande piacere, quello che avevamo annunciato alla fine del precedente post: eccoci di nuovo qua, con largo anticipo rispetto alla data prefissata. Cosa imparate da tutto ciò? Che la nostra parola vale quanto il due di spade a briscola; in fondo, però, siamo simpatici, quindi ci volete bene lo stesso... ehm... giusto?
Una virile rappresentazione
di Publio Ovidio Naso
Dopo aver fatto la solita, inutile introduzione di rito, veniamo all'autore del giorno. Questa volta non cacceremo fuori nessun personaggio strano o misconosciuto, perché abbiamo deciso di allietare il vostro fine settimana con un piccolo pezzo di alleggerimento, tratto dal secondo libro dell'Ars amatoria di Publio Ovidio Nasone (Sulmona, 43 a.C. – Tomi, 8 d.C.): ci siamo accorti, infatti, che in quasi cinque anni di onorata carriera non avevamo ancora dato spazio all'opera di questo Tiger Woods d'altri tempi. Imperdonabile, dato che contiene tutta una serie di squisiti accorgimenti per far capitolare la donna (o l'uomo, dato che l'ultimo dei tre libri si rivolge al gentil sesso) dei propri sogni.
Ora, dato che in redazione abbiamo tutti più o meno 25 anni, fa piacere notare come Ovidio consideri quelli della nostra età sostanzialmente incapaci di dar piacere a una donna, in quanto, a suo dire, certe abilità si sviluppano col tempo, una volta raggiunta una certa maturità. Fanculo, Nasone, ha fatto bene Augusto a mandarti in esilio dopo che hai pubblicato una porcata del genere.
Nel dissociarci dal suo pensiero raccomandiamo di allontanare i bambini dal PC, poiché quanto segue va contro i costumi morali della nostra società e della nostra Santa Madre Chiesa. Non dite che non vi avevamo avvisato. Il nostro (numerosissimo) pubblico di lettrici un po' attempate, invece, non potrà non apprezzare l'elogio che il Nasone fa della donna matura e compiacente, giudicata migliore delle ragazzine acerbe e prive di personalità, proprio come la controparte maschile. Sì, sì, abbiamo capito, siete bravi solo voi della vecchia scuola.

* * *

Versi 683-732

Odio gli accoppiamenti
che non soddisfano entrambi (ecco perché i ragazzi
m'attraggono di meno), odio la donna che
te la dà solamente perché lo deve fare,
se ne sta lì secca secca, pensando al suo filato,
non mi è gradita affatto la voluttà donata
per dovere, nessuna ci provi mai con me.
Mi piace sentirne la voce che confessa che gode,
mi prega di non affrettarmi, di tenere ben duro;
mi piace vedere vinti gli occhi di lei sopraffatta
dal piacere, che langue, e che per un bel pezzo
non vuol farsi toccare.
                                          La natura non dà
queste gioie alla prima giovinezza, al più presto
vengono a trentacinque anni. Quelli che han fretta
bevano mosto novello, a me versi un bel vino vecchio
un'anfora messa da parte sotto consoli antichi [1].
Solo un platano adulto può opporsi ai raggi del sole,
i prati ancora in germoglio feriscono i piedi nudi;
non dirmi che potresti posporre Elena a Ermione [2],
non dirmi che Gorge [3] era migliore della madre.
Insomma, se vorrai prenderti una tardona
e avrai buona costanza sarai ricompensato.
Ecco, complice un letto ha ricevuto due amanti,
Musa, ti puoi fermare davanti alla porta chiusa.
Senza il tuo aiuto saranno dette parole in folla,
spontaneamente, e a letto non sarà certo inerte
la mano sinistra dell'uomo, troverà da impegnare
le dita in quelle parti dove segretamente
Amore infila le frecce. Il fortissimo Ettore,
bravo non solo in guerra, lo fece un tempo ad Andromaca,
il grande Achille lo fece con la sua prigioniera [4],
quando stanco di guerra calcava il morbido letto.
E tu, Briseide, lasciavi che ti toccassero mani
che erano sempre rosse della strage dei Frigi?
Oppure eri viziosa e ti piaceva proprio
sentire sul tuo corpo le mani d'un vincitore?
Credimi, non si deve affrettare l'orgasmo
ma arrivarci pian piano con calcolato indugio.
Quando hai trovato i punti dove ella è più sensibile
toccala proprio lì, senza nessun pudore:
vedrai brillare i suoi occhi d'un tremulo fulgore
quale il sola riverbera sopra l'acqua corrente;
poi verranno i lamenti, l'amabile mormorio,
i gemiti dolci, le frasi che convengono al gioco.
Ma tu non devi precederla spiegando vele più ampie,
lei a sua volta non corra più in fretta del tuo passo,
andate insieme alla meta; la voluttà è al suo colmo
quando l'uomo e la donna giacciono insieme, vinti.
Comportati così quando ne hai tempo ed agio
né la paura affretta un incontro furtivo;
ma se l'indugiare è un rischio allora fai forza coi remi,
sprona il cavallo lanciato in una libera corsa.
__________
[1] «L'annata dei vini la si segnava col nome dei consoli in carica al momento della vendemmia», N.d.A. [2] Ermione era, appunto, figlia di Elena. [3] Gorge, o Gorga, figlia di Altea. Ebbe tra i suoi fratelli Meleagro, per cui le Moire avevano predetto alla madre che sarebbe morto non appena si fosse consumato l'ultimo tizzone del camino. [4] La Briseide menzionata appena più avanti.

* * *

Statua che rappresenta Ovidio, in partenza
per la Romania, mentre decide quali gio-
cattoli erotici portare con sé per il lungo
esilio

Vi è piaciuto questo stralcio dell'opera di Tinto Brass... ehm... Ovidio? Nonostante questo vecchio bavoso ci avrebbe considerato degli incapaci per via della nostra età (egli era ultraquarantenne al tempo della pubblicazione dell'Ars amatoria, quindi comprendiamo la frustrazione di avere a che fare con l'ormone in ascesa dei nuovi pulzelli), bisogna riconoscergli una certa maestria in campo erotico, che gli ha permesso di guadagnare un posto nell'Olimpo degli autori di Uroboria.
Siamo arrivati alla fine, contenti? Speriamo che il 2016 sia partito in quarta per voi, e che continuiate a seguirci su Facebook e su Google+. See you next time.

Bibliografia (sì, ce l'abbiamo messa anche stavolta)

  • C. Vivaldi (a cura di), Ovidio: L'arte di amare - Come curar l'amore - L'arte del trucco, Grandi Tascabili Economici Newton, Roma 2006.

2 commenti:

  1. Il lettore medio avrebbe gradito, sebbene in controtendenza rispetto alla bignamizzazione dei testi tipica dell'epoca moderna, l'aggiunta del testo originale in latino a fianco della traduzione! La prossima volta osa di più!!

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  2. Avremmo voluto metterla, ma abbiamo dovuto rinunciare per ragioni di impaginazione (rischiava di venir fuori un papiro lunghissimo) :(

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