02/01/16

78. Il crimine paga!

Cari lettori di Uroboria, buon 2016!
... Sì, sappiamo cosa state pensando: attendevate con impazienza un nostro ritorno sulla scena, in modo particolare l'ormai consueto special di Natale per concludere in bellezza l'anno appena trascorso. Giustamente ci detestate, perché vi abbiamo di nuovo abbandonato e perché il 2015 è stato avaro di pubblicazioni. Comprendiamo le vostre ragioni e, per farci perdonare, abbiamo spedito a ciascuno di voi un manganello e una bottiglietta d'olio di ricino, che potrete usare per punire a dovere la redazione.
Fatte le dovute scuse, vi promettiamo che quest'anno saremo più presenti e riprenderemo il viaggio attraverso la letteratura inutile dei secoli passati. Per sottolineare la bontà dei nostri intenti abbiamo aperto una → pagina Facebook e una in quel deserto digitale chiamato → Google+, dove, accanto ai nuovi post, rilanceremo con l'hashtag #IClassiciUroboria le gloriose pubblicazioni del passato, così che gli eventuali nuovi lettori possano recuperarle.
Dove l'abbiamo già visto un volto simile...?
Bene, è arrivato il momento di battezzare il primo mese del nuovo anno. A fare da apripista è Olindo Guerrini (Forlì, 1845 – Bologna, 1916), un letterato minore (ma non troppo) che lavorò all'università di Bologna prima come impiegato, poi come direttore della biblioteca, e che nel 1877 pubblicò una raccolta di poesie denominata Postuma con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti. Il personaggio merita un posto nel nostro Olimpo di cartapesta per aver spesso e volentieri preso di mira i religiosi, e per un certo gusto del macabro che pervade la maggior parte della sua opera. Di seguito pubblichiamo la poesia n°14, dedicata alla morte di un usuraio e alla piena remissione dei peccati concessagli dalla Chiesa, grazie a una pronta donazione da parte degli eredi.
Per una panoramica completa delle opere del buon Guerrini potete consultare la sua pagina di Wikipedia, inspiegabilmente dettagliata; troverete poi ulteriori indicazioni bibliografiche in fondo al post. Mamma mia, quanto siamo professionali.

* * *

IN MORTE DI UN MOLTO REVERENDO STROZZINO

Curia romana non petit ovem sine lana;
Dantes exaudit: non dantibus ostia claudit.

Antico distico leonino [1]

Intendi tu il lugubre
Lamento de' bronzi
Sì dolce agli ipocriti,
Sì bello pe' gonzi?
Il tempio rigurgita
De' colli più torti
Che lieti borbottano
La prece [2] dei morti.
Requiescant in pace,
Requiescant in pace. [3]

Imploran que' cantici
La pace al banchiere
Che pria d'esser nobile
Barò al tavoliere.
Non dice l'epigrafe
Le infamie sepolte,
Ma è noto che in Svizzera
Scappò sette volte.
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

Rubando al postribolo,
Rubando al convento.
Prestando al suo prossimo
Al cento per cento,
Sul ricco e sul povero
Stendendo la mano
In barba al decalogo [4]
Morì da cristiano.
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

Ed ora chinandosi
In umile aspetto
I preti gorgogliano,
Battendosi il petto:
"Gesù, ricevetelo
"Nel coro dei santi;
"Gli eredi ci pagano
"A pronti contanti;
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

"Pagare! All'intendere
"Quest'aurea parola
"Il core ci palpita
"Di sotto la stola!
"A noi, ricchi e poveri,
"La borsa recate;
"Sta scritto ne' Canoni,
"Pagate, pagate!
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

"Di preci e di lagrime
"Il ciel non s'appaga,
"Ma il sommo pontefice
"Assolve chi paga.
"È che gli apostoli
"Sprezzavano l'oro,
"È ver; ma tenevano
"La serva costoro?
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

"De' cieli alla gloria
"Volete il diritto?
"Pagate, cattolici,
"Pagate l'affitto!
"È forza che l'anime
"Passando Acheronte
"Ammansin coll'obolo [5]
"Chi fa da Caronte.
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

"Venite, la celebre,
"La santa Bottega
"A prezzi di fabbrica
"Vi scioglie, vi lega,
"Fa spaccio di meriti,
"Cancella i peccati...
"Venite! I solvibili
"Saranno beati!"
Requiescant in pace,
Requiescant in pace.

__________
[1] La curia romana non vuole la pecora senza la lana. Presta ascolto a chi dà: a chi non dà serra la porta in faccia. Nel cosiddetto "verso leonino" è presente una rima interna tra i due emistichi, ossia le parti in cui è suddiviso internamente: in questo caso, exaudit e claudit. Anche questa notte potete dormire sereni. [2] preghiera. [3] Riposino in pace. [4] Ovvero ai dieci comandamenti, che tutti voi osservate con devozione, giusto...? In caso contrario, dalle prossime puntate cominceremo a pubblicare passi della Bibbia, per purificare le vostre anime corrotte dal peccato. [5] Per "obolo" si intende una piccola offerta in denaro. Il significato di questo termine ha origine nell'usanza, tipica del mondo greco antico, di porre una piccola moneta sotto la lingua dei defunti: in questo modo avrebbero potuto pagare Caronte affinché li traghettasse sui tre fiumi infernali, Acheronte, Cocito e Stige, alla volta dell'Ade. Quanto sono belle le informazioni non richieste, eh?

* * *

Fecondo noi f'è una ferta fomiglianfa...

Siamo arrivati alla fine. Orsù, non disperate, questa volta abbiamo tutta l'intenzione di rimanere attivi. Se poi dovessimo scomparire di nuovo è perché, avendo fatto indigestione di dolci natalizi, abbiamo trovato lavoro come galleggianti nei porti di qualche città della Tailandia. Siate fiduciosi e aspettateci agli inizi di febbraio, ma non abbandonate i nostri canali social! Continueremo a ripubblicare vecchi articoli accanto a news e amenità varie. Ci si vede là!

Bibliografia (sì, ce l'abbiamo messa davvero)
  • Per il verso leonino e altri simpatici proverbi latini cfr. G. Fumagalli (a cura di), L'ape latina: dizionarietto di 2948 sentenze, proverbi, motti, divise frasi e locuzioni latine, Hoepli, Milano 1987.
  • G. Vettori (a cura di), Stecchetti: Il canto dell'Odio e altre poesie, Scipioni n°34, Valentano 1997, pp. 5-20.

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