08/03/14

LXXII. The Urowilight Saga



Da Vlad II Dracul, antenato di
Waluigi... (Wikipedia)
Cari followers di #Uroboria (sì, abbiamo anche un hashtag, che ovviamente nessuno utilizza, dato che nessuno ci menziona mai all'interno di un thread, uno scambio di battute, una bestemmia) – ma soprattutto care followers, tanti auguri per la vostra festa! Già, era da un pezzo che non ci facevamo sentire: troppi, troppi impegni, lezioni universitarie dalla discutibile utilità, esistenzialismi, collezioni incomplete di figurine di calciatori. Non è che all'orizzonte si prospettino chissà quali cieli tersi, visto che i creditori si fanno sotto per succhiarci quel poco di tempo libero che ci resta; voi però, di tanto in tanto, tornate a sintonizzarvi su questa pagina per vedere se ci sono novità. Potete anche seguirci, e bypassare l'incomodo di dover digitare ogni volta il nostro IP.
Di che si parla? È presto detto: negli ultimi tempi vanno di gran moda i vampiri: dalla leggenda del Voivoda quattrocentesco Vlad II al Dracula di Stoker, dai fasti di Bela Lugosi a Vampirello, l'assistente di Rattigan in Basil l'investigatopo, fino ad arrivare ai romanzi della Mayer e ai vari personaggi-sex symbol usciti fuori dalle loro trasposizioni su pellicola. Noi, ovviamente, che per osmosi recepiamo tutta la merda che circola sul mercato, proponiamo un passo tratto dalla Dissertazione in cui si investiga quali sieno le operazioni che dependono dalla Magia Diabolica e quali quelle che derivano dalle Magie Artificiale e Naturale, e qual cautela si ha da usare nella malagevolezza di discernerle, solitamente abbreviato in Dissertazione sopra le tre Magie di Costantino Grimaldi (Cava de' Tirreni, 1667 – Napoli, 1750), filosofo, giurista e politico, dove si cerca di chiarire chi sono e come si manifestano i vampiri, in una sezione dell'opera in cui si dà ampio risalto al fenomeno delle apparizioni.
Siamo al §87, pp. 67-69. La nostra edizione di riferimento è una stampa anastatica del 1751 curata da Antares Editrice, quindi le coordinate bibliografiche sono attendibili. Cogliamo l'occasione per ringraziare Lapo Dini, il baffetto più simpatico che c'è, per avercene regalata una copia a suo tempo. Senza di lui questo post non sarebbe mai esistito – ecco, sapete a chi dare la colpa.

... al distinto Bela Lugosi... (doctormacro.com)

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LXXXVII.   Ma che diremo delle apparizioni de' Vampirj, de' quali e' sembra non potersi dubitare, essendo cosa palese e di cui si è dedotta la cognizione presso i pubblici Magistrati? Sono i Vampirj, uomini morti, i quali nella Moravia [1], nella Slesia [2], e nella Ungheria Superiore appajono a' lor congiunti: discorrono con essi delle cose familiari, e talvolta si pongono a giacere ne' letti colle lor mogli, e talvolta succhiano il sangue de' viventi; sicché atterriti essi dal timore, molti ne muojono. Sono questi fatti attestati dalle pubbliche relazioni de' letterati di Norimberga [3] nel Commercio letterario, e dalla dissertazion, che intorno a' Vampirj fu fatta dal dottissimo Davanzati, Arcivescovo di Trani [4], il quale ci assicura di detti Vampirj per le relazioni avutene dal Cardinale Cauniz per opera de' Canonici di Olmitz [5], i quali davan conto di queste apparenze. Or questi Vampirj, altri gli hanno per [6] uomini fantastici, come crede BENEDETTO XIV [7], dicendo: A variis emunctae naris habita sunt, & habentur tamquam deceptae phantasiae figmenta, come ancora si giudicano dal detto Davanzati. Altri più verisimilmente dicono, che dette visioni avvengono in sonno, le quali per esser vive, e sensibili, sono come le visioni, che hanno le lammie [8], come divisa il Tartarotti [9]. «Qual fatto con più costanza viene asserito di quello di coloro, che da' Vampirj pretendono essere assaliti la notte, ed oppressi, talché in breve poi anche essi se ne muojono? E pure altro in sostanza, che un puro sogno, nascente da apprensione, e timore, non sembra esser tutta
quella faccenda [10]. Mancata l'una, o l'altra volta qualche persona di
Per concludere con l'efebico Ro-
bert Pattinson. Dov'è che abbiamo
sbagliato? (twilightsaga.wikia.com)
morte o violenta, o improvisa [11], la quale abbia dato assai che dire, e ne' congiunti molta impressione abbia fatta, non è maraviglia, che sogni funesti, e in questi, e ne' complici del delitto abbia prodotto; e ha anche paruto [12] ad alcuno di essi, che il defonto [13] sia più notti comparso, gli habbia assaliti, ed abbia loro assorbito il sangue, o abbia voluto strozzargli, e cose simili. Il più debole di costoro: fissatosi in capo questa idea, può essersi infermato, ed anche morto, confermando sempre a' suoi di casa gl'insulti ricevuti dal defonto. Questi poco intesi [14] della natura, creduli, ed attoniti all'accidente, è assai probabile, che abbiano voluto accertarsene col far aprire la sepoltura. Or poniamo, che per gran ventura il cadavere dell'assalitore defonto siasi trovato incorrotto con sangue in bocca, con unghie, e capelli cresciuti e cose simili, che tutte naturalmente accadono; ecco per li domestici dell'assalito una conferma della deposizione del loro congionto [15], e per la plebe ammiratrice [16], e superstiziosa, un fondamento da conchiudere, che i morti mangiano i vivi. Con questa voce da per tutto divulgata, di baje [17], e novellette gentilmente abbellita: sparso insieme, e comunicato a molti, anzi a tutta una villa [18], il contagio nella tetra immaginazione, è facilissimo, che in breve tempo resti spopolata [19]. Defatto [20] effetti sì deplorabili ha prodotto in Ungaria, Servia, ed altri luoghi, che dopo aver private di vita l'una dopo l'altra molte persone tutte persuase, che il premorto avesse loro effettivamente succhiato il sangue, certi abitanti sono stati in procinto di abbandonare i proprj villagj, per tema di non restare anch'essi vittima di quelle irate, e crucciose sanguisuche. Ecco i frutti de' sogni, e come agevolmente passano a diventar cose vere, e reali, quando chi gli esamina, non ha più capacità, e discernimento di chi gli prova». Ad ogni modo i magistrati locali per dar compenso a questo male, dice il Tartarotti «Anche a' pretesi assalti de' Vampirj trovossi colla esperienza, che molto giovava il far cavare dal sepolcro i cadaveri di quelli, e tagliar loro il capo, abbruciare ogni cosa, e gittar nel fiume le ceneri. Distrutti in cotal guisa per ordine pubblico i supposti rei, non avea più la fantasia de' pazienti fondamento d'immaginar da essi ingiuria, ed offesa alcuna».
Note ☞ [1] No, non c'è nessun riferimento al pallosissimo scrittore/saggista/tuttologo romano. Dicesi Moravia la parte orientale della Repubblica Ceca, con capitale Brno (qualcuno ha detto Motogp? Eh, già...). [2] Dicesi invece Slesia una regione storica dell'Europa centrale, comprendente Polonia, Repubblica Ceca e Germania. [3] Norimbergae ad annum 1732 in Hebdomada undecima [NdA]. [4] Giuseppe Antonio Davanzati, nato a Bari nel 1665 e schiattato, alla veneranda età di novant'anni, a Trani, appunto nel 1755. Ha avuto una vita interessantissima, per cui non possiamo che suggerirvi di leggere tutta la sua storia sulla Treccani. [5] Una delle principali città della Moravia, detta anche Olmutz. [6] altri li considerano. [7] In maiuscolo nel testo. [8] Le lammie, o làmie, erano, nelle antiche credenze del volgo, esseri con corpo di serpente e volto femminile che si dilettavano a succhiare il sangue dei bambini. Lamia, per estensione, significa anche “strega”. [9] Girolamo Tartarotti (Rovereto 1701 – ivi 1761). Si inserì nel dibattito “magia sì, magia no”, sostenendone vivacemente l'esistenza. Come noi, d'altra parte. [10] In sostanza quella faccenda altro non sembra essere che un mero sogno, nascente ecc. [11] sic. [12] ed è anche sembrato. [13] sic. [14] poco pratici. [15] sic. [16] nel senso di “credulona”, facilmente suggestionabile. [17] burle. [18] Villa sta per “corte”, tenuta di un signore attorno al quale orbita il suo seguito di domestici, braccianti e così via. [19] Riferito alla villa di cui sopra. [20] Da de facto, ossia, naturalmente, “di fatto”.

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Adesso mettete su un po' di musica malinconica: il post è finito, andate in pace. Mi raccomando: portate sempre con voi, in via precauzionale, un paletto e una treccia d'aglio. Ah, anche una croce d'argento, già che ci siamo. Non sappiamo quando scriveremo di nuovo, però lo faremo, dunque non perdete la speranza. Che qualcuno ci uccida nel frattempo, è ovvio. Valete!

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