13/12/13

LXVII. Default intestinale

Argomento del giorno: l'area anatomica com-
presa tra G e L. Paura, eh? (Immagine tratta
da Mondino De Liucci, Anatomia Mundini,
1531 - commons.wikimedia.org
Salute (è proprio il caso di dirlo oggi, e presto capirete perché), sostenitori psicopatici di Uroboria! Benvenuti ad un nuovo post. Pronti per affrontare l'odissea natalizia di regali, abusi di cibo, rapporti sessuali sconvenienti e lunghe sessioni sciistiche? Perché è così che avete intenzione di trascorrere le festività, vero, balordi? Poi vi lamentate di essere fuori forma, e che i vostri umori sono tutti sfalsati... Mah! Ancora una volta, conoscendo la vostra sconsideratezza, abbiamo deciso di venirvi incontro, pubblicando un estratto dalla IV parte del Libro intitolato il Perché di M. Gieronimo de' Manfredi (Bologna, 1430 – ivi 1493), «Eccellente Medico & Astrologo» che fece carriera all'università di Bologna imponendosi come una specie di guru in diverse discipline, tra cui le arti, la filosofia e, appunto, le scienze mediche e l'astrologia.
Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1474 e che conobbe una fama crescente nel corso dei secoli successivi, non solo in Italia, ha la pretesa di spiegare gli effetti dell'alterazione delle principali «cose necessarie à nostra vita», cioè il mangiare e il bere, il sonno e la veglia, l'esercizio e la quiete, l'evacuazione delle “immondizie corporee”, le passioni dell'animo e l'aria che respiriamo, a tutto danno della nostra salute, nonché i rimedi per mantenere il nostro assetto psico-somatico in un equilibrio decente. Un proposito ardito, vero? Il bello è che spesso l'Autore, accanto a una spiegazione tanto accurata quanto delirante delle conseguenze di certe pratiche dannose come il bere in eccesso, ci racconta qualche aneddoto più gustoso, ad esempio «Perche gli rustici quando vogliono se genera un maschio ligano il testicolo stanco del montone, & quando vogliono femina ligano il dritto», oppure «Perche tagliare le vene che sono doppò le tempie douenta lo animale sterile» e via di seguito. Cose, come vedete, di tutti i giorni; quesiti che tutti prima o poi siamo destinati a porci, tra una dose e l'altra. Avremmo potuto trascrivere il passo in cui è spiegato perché le donne hanno il ciclo mestruale e gli uomini no, ma ve lo risparmiamo, temendo che, nel farlo, le Femen possano tacciarci di misoginia; eccovi, al suo posto, qualche delucidazione sui motivi per cui potrebbe capitarvi di fare la cacca di colore nero, oppure che siate colti all'improvviso da un attacco di emorroidi, tra una fetta e l'altra di panettone: così non vi spaventerete pensando che è giunta la vostra ora, e il Signore sta punendo la vostra ingordigia. Dite la verità, stavate mangiando, eh? E ora i bocconi di tramezzino alla maionese vi stanno tornando su, eh?

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Perche alle volte le feccie inteſtinali ſono negre, come
ſangue negro, di morene [a] ouer ſangue negro che ſia
ſtato all'aere aßai [b] tempo.
LA natura ha fatto il corpo humano con quanta diligentia & ſollicitudine fuſſe à lei poſſibile imperò gli ha dato tutte le vie e modi che queſto organo corporeo ſi purghi & euacui [1] da ogni ſuperfluità, & immunditie. Onde è da ſapere che due ſonno [2] le uie & condotti ch'à dato natura à l'huomo per le quali ſi habbia ad euacuare tutte le ſuperfluità del corpo. Alcuni ſono condotti che generalmente euacuano da tutto il corpo, & sono cinque deputati a ciò, uno è gli teſtini [3]. L'altro è le uie della urina. Il terzo è le poroſità cutanee. Et queſti tre ſono gli principali, gli [4] ha dato la natura, il quarto, che alle uolte è neceſſario auenga che non continuamente [5], & queſto è alcune vene che ſono terminate allo rifiuto degl'inteſtino drjetto doue molte uolte per uia di morene [6] la natura euacua il corpo gettando ſangue negro per quelle parti. Il quinto è ſolo nelle donne nel tempo che ſono diſpoſte a fare figliuoli, & queſto ſi è per la natura ogni meſe euacuandoſi per ſangue menſtruo. Queſti adunque ſono gli cinque cōdotti [7] che ha fatto la natura per purgare generalmente tutto il corpo. Dapoi ne ha dato alcuni altri che riſguardano à [8] purgare certi membri principali, ouer come principali come alla teſta gli ha dato le vie del naſo, & le vie dell'orecchie & alquanto quelle de gl'occhi, & il palato acciocche il celebro [9] che è membro doue ſi genera più ſuperfluità che altro membro del corpo noſtro poßa bene dette ſuperfluità euacuare per più luoghi [10]. Anco ha dato la bocca ad euacuare alcune humidità del ſtomaco mediante il gargozzo [11], il quale chiamano gli Medici mori [12], & etiam [13] euacua dal polmone, et parte eſpelle alcuna humidità ſuperflua iui congregate, & queſto fa per la canna del pomone & con toſſire. Al cuore ha dato gli luoghi ſpongioſi [14] che sono sotto alle leſioni, doue purgano molte fumoſità & humidità da eßo cuore, anche ſi purga il cuore per anhelito, cioè per la canna del polmone, tirando l'aere freddo & scacciando l'aere caldo, & molte altre fumoſità. Al fegato gli ha dato il fianco dritto & la leſina [15] dritta, doue ſi habbia a purgare quando biſognaſſe, da l'altro canto ſi può purgare il fegato & per inteſtini, quanto alla ſua parte giboſa, & urina quanto alla ſua parte concaua [16]. Ha dato etiandio [17] alli teſticoli le vie della verga [18] per le quali euacua la ſuperfluità ſpermatica, la quale auuēga [19] che ſia ſuperfluità quanto alla conſeruatione dello diuiduo, nientedimeno non è ſuperfluità quanto alla conſeruatione della ſpecie [20]; in tutti adūque [21] queſti modi purga la natura di queſti noſtri corpi. Diciamo adunque, che la feccia inteſtinale alle volte è negra come uno ſangue negro, perche qualche a poſtematione nell'interiori [22], cioè nel fegato doue era queſta materia aggregata, & innanzi che venga marcia generaſi una marcia negra, che poi eſce in tali colori. Anco può prouenire che l'oppilationi [23] del fegato ſi apreno il ſangue negro cōgelato, che faceua tale oppilatione, eſce fuora per diſotto. Anche hauendo fatto la natura la milza per euacuare il ſangue da humori malinconici [24], & molte uolte auuiene che la virtù della milza è debile à remondificare [25] il ſangue da tali humori. Da che ſi moltiplica tale humore malenconico, la natura aggreuata da eſſo, speße volte il manda per le parti diſotto, anco per forte incendio [26], & coloro ſi infiammano gli humori, et il ſangue nel fegato, et nelle uene; onde per tale aduſtione [27] ſi conuerte à la ſuſtantia großa, negra, e fettente, la quale aggrauando la natura, eßa la manda fuora per gl'inteſtini. Vn'altra cagione può eßere per troppa frigidità che congela il ſangue, mortifica il caldo naturale, delche [28] gl'humori priuati diſpongono, & caldo diuentano negri & offuſchi [29], onde ſono ſcacciati dalla natura inſieme con l'altre.
Note
a. emorroidi. Termine che si ritrova nel dialetto bresciano e, probabilmente, di altre parti del Nord Italia. b. Carattere tipografico, conservatosi nella scrittura tedesca, con cui nelle stampe antiche era indicata la 's' doppia: leggi, quindi, assai. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si trova la forma moderna 'ss'. 1. evacui. Spesso le 'v' vengono scritte 'u', come più e più volte abbiamo visto, al solo scopo di confondere i numerosissimi lettori del XXI secolo. 2. sono. 3. uno (di questi condotti) sono gli intestini. 4. Cioè all'uomo (sottintendi che). 5. a volte è necessario che non avvenga continuamente. 6. e (questa quarta via) sono alcune vene deputate alle attività di espulsione dell'intestino posteriore [cioè il crasso], dove spesse volte, attraverso le emorroidi etc. 7. condotti. Una delle tante convenzioni antiche di abbreviazione per cui la 'n' è cassata – slurp – e sopra la 'o' spunta un simpatico trattino (più simile, in realtà, a un accento circonflesso, ma rende comunque l'idea). Cfr. note 19 e 21. 8. riguardano il, cioè servono a. 9. affinché il cervello. 10. [sott. il cervello] possa agevolmente espellere le sostanze di rifiuto per più condotti. 11. gargarozzo (qualcuno ha citato questa?). 12. così chiamato dai medici arabi. 13. Voce latina che significa “anche”. 14. spugnosi. Cosa siano questi «luoghi spongiosi» situati sotto presunte “lesioni” non siamo proprio riusciti a scoprirlo, ci spiace. Forse bisogna cercare da qualche parte vicino al miocardio. Qualche amico medico potrebbe darci un chiarimento, ma è più probabile che le conoscenze anatomiche del nostro pseudo-Aristotele fossero un tantino discutibili. 15. Anche in questo caso nessuna idea, dato che generalmente con «lesina» si indica una sorta di ferro appuntito. Non guardateci in quel modo, per piacere! Non siamo mica laureati in medicina. 16. il fegato si può purgare sia attraverso gli intestini, per quanto riguarda la parte gibbosa, sia per le vie urinarie, per quanto riguarda la parte concava. 17. anche, altresì. 18. Eh sì, avete capito bene. Ha un che di sacro, no?, la “via della verga”. Sembra quasi una disciplina orientale. 19. avvenga. Vedi nota 7. «Avvenga che» significa “sebbene”. 20. nondimeno, per quanto riguarda la conservazione della specie, non si può parlare di sostanza di rifiuto, cioè da espellere. 21. adunque. 22. qualche ferita negli organi interni. 23. ostruzioni. 24. Dal lat. melancolia, «Malinconìa, è un'umore, che molti chiamano collera nera, ed è fredda, e secca, ed ha il suo sedio nello spino, ed è di natura di terra, e d'Autunno». [Vocabolario della Crusca, 3° ed.] In questo senso, quindi, bisogna intendere «malinconici». 25. ripulire. 26. Non dev'essere esattamente una piacevole sensazione, immaginiamo... 27. ustione, bruciatura. 28. Letteralmente “della qual cosa”, cioè del caldo; retto da «gl'humori». 29. Nel senso generale di “torbidi”.

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Avete capito, gente?! La Via della Verga! È questo il messaggio segreto che il Manfredi ha voluto lasciare in eredità ai suoi lettori: l'invito a praticarne i precetti, ad attenersi scrupolosamente ai suoi dogmi, a edificare statue e altari in onori della Sancta Verga Mater protettrice degli sventurati. Grazie, grazie, generoso sapiente! Che tu possa riposare in pace sulle nuvole del paradiso Lavazza!

Un'ultimissima cosa prima di salutarci! Siamo alla ricerca di:
  • Un web designer, o comunque qualcuno che ne capisca a pacchi di template, per ridisegnare completamente il blog;
  • Collaboratori cciovani, in gamba, sufficientemente creativi, disposti ad entrare nella grande famiglia di Uroboria e proseguire la missione divulgativa che ci siamo prefissati due anni e mezzo fa. Non occorrono particolari requisiti, a parte, forse, una minima competenza di letteratura antica classica, medievale e post-medievale, nonché qualche spicciola nozione filologica che in questo momento ci manca e di cui avremmo tanto bisogno.
Se volete candidarvi a ricoprire uno (o entrambi) i ruoli di cui sopra, lasciate un commento oppure scrivete a uroboria@gmail.com. I compenso è... Ah ah ah!, no, dai, si lavora solo per la gloria. I soldi sono passati di moda ormai.
Buon Natale a tutti! Col benestare degli dei, ci rivediamo prima del fatidico 31 dicembre. Click!

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