30/10/13

LXIV. Quel birichino di Satana

Cari amici, cari amici, ben trovati su Uroboria, il blog dove si dimostra che persino la letteratura antica può venire screditata nei peggiori modi possibili! Pronti e conoscere autore e opera del giorno?
Scena di esorcismo di una donna ad opera di un prete e dei
suoi assistenti, in un'incisione tratta da Pierre Boiastuau,
"Histoires prodigieuses et memorables", Parigi 1598.
Credits: williameamon.com
Facciamo, rispetto al precedente post, un balzo all'indietro di circa duecento anni per tornare al glorioso Rinascimento (ci era venuto un gioco di parole con la leggendaria spalla di Wanna Marchi, ma è meglio se ce lo risparmiamo) e ai tempi in cui proliferavano, negli ambienti ecclesiastici, i trattati su diavoli, arcidiavoli, streghe, maghi, esorcismi e altre amenità, sulla scia della miriade di processi inquisitori di cui avete già avuto un assaggio quando ci siamo occupati della povera Gostanza da Libbiano (toh, rinfrescatevi la memoria). A noi questa roba grottesca, erudita e, perciò, terribilmente futile, piace da matti, se ancora non si fosse capito; ci piace talmente tanto che, avendo scovato un autore di quelli sontuosi, è certo che ve lo proporremo almeno altre due o tre volte, di qui alle trentasei pubblicazioni che ci mancano per arrivare a cento post.
Per forza, buon cielo!, come si fa a rinunciare alla lettura «Delle cose che sogliono vomitare gli maleficiati», oppure «Di certi rimedij conuenienti a risanare, & guarire gli animali maleficiati»? Non è proprio possibile! E, per non esasperare la vostra curiosità che a questo punto avrà raggiunto livelli stellari, sappiate che stiamo parlando del Compendio dell'arte essorcistica del leggendario Girolamo Menghi (Viadana, 1529 – ivi 1609), la cui prima edizione ha visto la luce nel 1576. Questo simpatico frate minore, in seguito eletto provinciale, è stato una delle punte di diamante dell'esorcismo del suo tempo, al quale ha dedicato non solo questo, ma anche un secondo Compendio nel 1601 e altre opere in latino (la pagina della Treccani a lui dedicata contiene un sacco di notazioni biografiche interessanti). Osteggiato dalla solita massoneria di medici rompiballe, che lo tacciavano di essere un ciarlatano, il Nostro viadanese va riconosciuto per averci lasciato una vera e propria perla immortale, che andrebbe studiata in tutte le scuole al posto della storia d'Italia e declamata da Papa Francesco durante l'Angelus domenicale. Dato che nessuno se ne interessa ci pensiamo noi a farvene conoscere il contenuto; per l'occasione abbiamo voluto selezionare uno dei capitoli più gustosi di tutta l'opera, l'argomento del quale vi sarà chiarissimo dal titolo, affinché possiate sempre guardarvi dai diavolacci birichini che, ad instanza delli stregoni per cui lavorano, possono farvi certi scherzi... beh, «da prete» in questo caso proprio non si può dire, ma insomma, siamo lì. Quanto ca... spita è lunga questa introduzione?

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In che modo gli Malefici, ò1 streghe poſſino2
levare da gli corpi li membri genitali. Cap. IX.

Francisco Goya, "Streghe in aria", 1797-98
Da quanto habbiamo detto di sopra è chiaro, & manifesto, che gli Malefici, & streghe, ouero3 gli demoni ad instãza4 d'essi Malefici possono togliere, & leuare da gli huomini i loro membri genitali, non già con verità spogliando li corpi humani di quelli, ma con l'arte sua prestigiosa nascondendogli, verbi gratia5, con la propria operatione interponendo un qualche corpo non membruto, accioche6 tale illusione prestigiosa sia fatta in colui che vorria7 toccare tal parte, Et non è cosa marauigliosa che il demonio ad instanza d'una Malefica possi ingannare gli sensi esteriori humani, poiche può anco ingannare gli sensi interiori, cauando fuori come habbiamo detto della memoria, ouero potenza imaginatiua le forme, & similitudini delle cose8, & conducendole a gli suoi principij sensitiui, & gl'inganna nella sua operatione naturale, mostrandogli, & facendongli apparere la cosa che è visibile, inuisibile, la tangibile intangibile, l'udibile inudibile, & cosi degli altri sensi. Et come habbiamo detto di sopra della potenza generatiua, che l'impediscono per interposizione d'alcun'altro corpo dell'istesso colore, figura & apparenza, cosi parimente possono quiui9 interporre alcun corpo piano, & vguale, figurato di colore di carne fra il uiso, & tatto degli occhi, & delle mani, & l'istesso uero corpo del patiente, talmente che a giudicio suo niente altro gli parerà poter toccare, che un corpo piano, & vguale da niun membro interrotto10. Et accioche questo non ti para11 cosa impossibile, addurremo alcuni testimonij, accioche questa verità sia confirmata, & fortificata in più modi, cioè con gli essempi, & con la ragione. Narrano dunque gli sopranominati Autori12, che nella città di Rauenspurgo13 nella Germania, fu un certo giouine, che s'innamorò di una una giouinetta, la qual poi volendo lasciare, gli fu talmente leuato il membro genitale con la sopradetta prestigiosa arte, che niente altro poteua ne uedere ne14 toccare in quelle parti, che un corpo piano, & vguale, il qual cosi ansiato15, andò ad una cantina per comprar del uino, & iui fermatosi alquanto, uennero due donne; una delle quali le domandò perchè causa fosse così di mala voglia16, a cui rispose egli narrandogli il tutto, mostrandogli anco la cosa essere cosi in fatto17. Et quella, come astutissima le addimandò, se gli hauesse sospetto a niuna persona, a cui rispose il giouine: io hò sospetto alla tale, & gliela nominò per nome, narrandole anco dell'amore che era stato frà di loro; al qual disse la donna.18 Bisogna che cerchi con lusinghe di fare in modo ch'ella ti risani, & se questo non ti giouerà, fa che lo facci per forza. Vdendo questo il giouine, nella mezza notte andò a quella uia, doue quella giouane Malefica soleua passare, & iui l'aspettò, la qual gionta, mentre che con preghi la supplicaua che gli restituisse la sanità, & ella giuraua essere innocente, & di non sapere cosa ueruna19 d'intorno a questo fatto; la pigliò, & con un drappo legandole, stringendole grandemente il collo, & la gola, le disse; se non mi restituirai la sanità, sarai morta per le mie mani, il che vedendo ella, et non potendo gridare, essendosele già gonfiata la faccia, & diuenuta negra20, gli disse, lasciami uiua, ch'io ti sanarò; & allentando il giouine la mano, & il nodo con che la stringeua; ella con le mani toccandolo in quelle parte frà le coscie, gli disse, hora hai quel tanto che desideri. All'hora il giouine sentite esserli restituito quel membro, auanti che col uedere, & tatto si certificasse, che per il solo tatto di quella Malefica fosse risanato21. Narrano parimente di un'altro giouane, il quale andando alla confessione, trà l'altre cose che narrò al confessore, si lamentò di hauer perso il membro predetto; il che udendo quel uenerando padre, gli addimandò s'egli hauesse sospetto a persona alcuna che gli hauesse fatto tal maleficio, & fattura, a cui disse il giouine hauerne vna sospetta, ma lontana da quel luogo, cioè in Vormatia22 Città della Germania. All'hora dissegli il cõfessore23; io t'essorto24, che quanto prima la uadi a ritrouare, & con promissioni, lusinghe, & parole benigne, quanto potrai ti sforzi d'indurla che ti restituisca la sanità, il che a punto per punto fece il giouine. Et dopò25 pochi giorni ritornando con allegrezza a quel padre, gli narrò essere stato risanato da quella. Molte altre isperienze si potriano addurre, per confermare questo nostro proposito, le quali per breuità si lasciano.

Una copia del Compendio con dito umano non identificato

Note:
1. o, oppure. 2. possano. Come dite? Cos'è quella sottospecie di f senza trattino? Oh, è la forma arcaica della s minuscola, detta s lunga (è bene accetta qualsiasi ironia sugli omonimi supermercati), che avremmo conservato volentieri in fase di trascrizione, se non avessimo avuto la certezza che nessuno sarebbe stato tanto pazzo da tentare la lettura. Così è la vita, ahinoi. 3. ovvero (nel senso di 'oppure'). Tenete a mente l'uso indiscriminato delle u al posto delle v, così come delle v al posto delle u. Avete capito che il nostro intento è quello di farvi impazzire, vero? 4. ad istanza, ossia, in questo caso, 'a disposizione di'. Questo tipo di a accentata è una convenzione di abbreviazione che abbiamo già incontrato nel precedente post. Ricordate? Cfr. anche la nota 23. 5. per esempio. 6. sic, con significato di affinché. 7. vorrebbe. 8. estraendo, come abbiamo detto, dalla memoria, cioè la forza immaginativa, le forme e le sembianze delle cose. 9. qui. 10. possono interporre […], tra la vista e il tatto e lo stesso corpo del paziente, un corpo piano, del colore della carne, così che a suo giudizio abbia l'impressione di toccare nient'altro che quel corpo perfettamente piano e uguale, non interrotto da alcun membro. 11. sembri. 12. Cfr. p. IX per un elenco degli «Autori più gravi» citati nell'opera. 13. Ravensburg, nella Germania meridionale. 14. né... né. 15. turbato, giustamente. 16. domandò a lui per quale motivo fosse così di cattivo umore. 17. Fa vedere alle donne, in poche parole, che qualcuno gli ha effettivamente rubato la virilità. 18. Nonostante il punto fermo il discorso continua (comincia a parlare la donna). 19. alcuna. 20. Divenuta nera per il soffocamento. 21. si rese conto che gli era stato restituito il membro, prima di accertarsene di persona con la vista e il tatto, per il solo fatto di essere stato toccato dalla strega. 22. Worms, città tedesca a sudovest di Francoforte. 23. confessore. Vedi nota 4. 24. io ti esorto. 25. sic.

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Poveri noi, non ce ne va proprio bene una. Avevamo provato a cambiare la formattazione dei post, così, tanto per farvi vedere che non ci crogioliamo sugli allori dei nostri successi; però ci siamo accorti che i caratteri scelti non vengono riconosciuti da tutti i devices, quindi abbiamo dovuto riscrivere tutto alla solita maniera. Roba che, insomma, induce alla calma spirituale e allontana il desiderio di scomodare gli dei. Cercheremo di inventarci qualcosa per le prossime pubblicazioni, ergo non allontanatevi troppo.
Beh, cos'altro dire? Ciao? Auf Wiedersehen? See you soon? Andate a quel paese? Scegliete voi. L'importante è: lunga vita a Uroboria!

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