22/06/12

XXXVII. Giugno: meglio tardi che mai


Tidus, l'eroe bello ma inutile del-
la decima Fantasia Finale
Salve, uroboriesi! State tutti bene, vero?
Sì, conosciamo già le nostre mancanze: non ci siamo più fatti sentire, e soprattutto non abbiamo tenuto fede alla tradizione che vuole il contributo poetico di Folgóre da San Gimignano a inizio mese; siamo ormai al 22 giugno e il nostro blog è rimasto infatti asciutto come l’epidermide di un elefante. Ma dovete essere comprensivi: gli esami universitari, la movida – con le notti insonni che ne derivano – e la recente scoperta di Final Fantasy X ci hanno portato via un sacco di tempo, costringendoci a posticipare così tanto l’uscita di un nuovo post*.
In realtà giugno è un mese sostanzialmente inutile: la cultura della mediocre borghesia, di cui facciamo parte a pieno titolo, gli attribuisce un valore solo in virtù del suo afoso solstizio, simbolo di bagordi e scioglimento dei ghiacciai. Quindi, visto che l’estate è ufficialmente iniziata ieri, facciamo conto che anche giugno sia ufficialmente iniziato ieri.

***

DI GIUGNO

Di giugno dòvi1 una montagnetta
coverta di bellissimi arboscelli,
con trenta ville e dodici castelli
che sieno intorno ad una cittadetta,

ch’abbia nel mezzo una fontanetta;
e faccia mille rami2 e fiumicelli,
ferendo per3 giardini e fraticelli
e rinfrescando la minuta erbetta.

Aranci e cedri, dattili4 e lumie5
e tutte l’altre frutte savorose6
impergolate sien7 su per le vie;

e le genti vi sien tutte amorose,
e faccianvisi8 tante cortesie,
ch’a tutto ’l mondo sieno grazïose9.
__________
1. vi dono.   2. rivoli.   3. investendo.   4. datteri.   5. Varietà di cedri. Gli studenti del liceo classico Carducci-Ricasoli di Grosseto (quelli della vecchia guardia, immatricolati nel 2004 e vomitati fuori nell’oramai lontano 2009), a sentir parlare di lumìe, avranno sicuramente avuto una sincope, o qualcosa del genere. A me è successo.   6. saporite, dolci.   7. Cioè vengano giù da pergolati.   8. si facciano.   9. gradite.

***

E allora, gente, buona estate sotto il segno dell’impermanenza. Sì, siamo diventati anche noi un po’ buddisti radical-chic. Ci rileggiamo presto, promesso.

* In realtà è stata solo mancanza di voglia. Non è forse questo, infatti, il tumore più voluminoso che infesta i cervelli delle nuove generazioni?

1 commento:

  1. Dannate lumìe di Sicilia. Quanti (brutti) ricordi, brrr...

    PS Hai visto? Ho commentato!

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