10/04/12

XXXIV. Aprile, dolce risveglio


Buongiorno a tutti! Buona resurrezione di Gesù a tutti (sebbene in ritardo)! Da quanto tempo mancavamo! Siamo quasi commossi nel rimettere piede tra le ignobili antichità. Con somma gioia vi annunciamo che ci è tornata la voglia di ricercare e pubblicare letteratura! Ma quanti punti esclamativi condensati in poche righe! Ebbene, accogliete con il doppio della gioia la nostra gioia.
Innanzitutto, fedelissimi alla tradizione, vi portiamo a conoscenza del sonetto di Folgóre su aprile, e poi ci spingiamo addirittura a promettervi ben due post nello stesso mese. Esami permettendo, passeremo ben presto in rassegna un Elogio che… Beh, no, per adesso manteniamo il riserbo.

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Sconosciutissima rappresentazione della primavera

D’APRILE

D’april vi dono la gentil campagna
tutta fiorita di bell’erba fresca:
fontane d’acqua che non vi rincresca1,
donn’e donzelle per vostra compagna2,

ambianti palafren3, destrier di Spagna
e gente costumata a la francesca4;
cantar, danzar a la provenzalesca
con instrumenti novi d’Alemagna5.

E da torno vi sia molti giardini
e giacchito6 vi sia ogni persona:
ciascun con reverenza adori e ’nchini

a quel gentil, c’ho dato la corona
de pietre preziose, le più fini
c’ha ’l presto7 Gianni e ’l re de Babilona8.
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1. dispiaccia.   2. In questo caso si intende compagnia.   3. cavalli dal passo veloce.   4. alla francese.   5. Germania.   6. giacente, quindi nel senso di deferente.   7. prete.   8. Babilonia.

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Tenetevi pronti dunque, perché se riusciremo a superare l’esame di antropologia fisica potrete gustarvi, verso la fine del mese, una chicca deliziosa, come non se ne vedevano ormai da tempo su Uroboria. È stato un periodo complesso, ma siamo tornati. Bacini sparsi.

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