01/01/12

XXIX. Pronti, partenza

Una carrellata di stereotipi degli anni '70 versione yankee (tavola di Rocco Lom-
bardi), molto attinente all'argomento di questo post

Bonjour
! Buon 1974 a tutti! Speriamo che stanotte non vi siate devastati troppo con droghe e alcol, perché è in uscita un nuovo post di Uroboria e vi occorre una certa attenzione. La nostra redazione (con filiale a Pyongyang) lavora instancabilmente per voi e non conosce festività, garantendo così un servizio puntuale e dalle caratteristiche qualitative insuperate.
Come da tradizione, inauguriamo il principio del mese con l’omonimo sonetto di Folgóre da San Gimignano. Volevamo fare un bel prologo, ma i postumi della pandora* ci stanno evidentemente obnubilando i sensi, ragion per cui è bene passare subito al testo.

***

Di gennaio

I’ doto voi, nel mese de gennaio,
corte con fochi di salette accese,
camer’ e letta d’ogni bello arnese,
lenzuol’ de seta e copertoi1 di vaio,

tregèa, confetti e mescere a razzaio,
vestiti di doagio e di rascese2:
e ’n questo modo star a le defese,
mova scirocco, garbino e rovaio3.

Uscir di for alcuna volta il giorno,
gittando de la neve bella e bianca
a le donzelle che staran da torno;

e quando fosse la compagna4 stanca,
a questa corte faciase ritorno:
e si riposi la brigata franca5.
__________
1. coperte. Il vaio è un tipo di pelliccia di colore grigio, utilizzata un tempo per confezionare abiti di magistrati, dignitari, cavalieri et similia.   2. tregèa… rascese«confettura di frutta, dolci e vino tenuto al fresco, vestiti di seta di Douai e di lana di Arras.» Cfr. Biblioteca Classica Uroboro, Sonetti dei mesi, a cura di P. Pettinari (Mediateca 2001).   3. e ’n questo… rovaio«e in questo modo possiate ripararvi, sia che soffi scirocco, libeccio o tramontana.» Vedi nota precedente. (Ci prendiamo anche la pena di citare le fonti! Che persone serie siamo…)   4. Intendi compagnia.   5. cortese.

***

E allora via, diamogli la via! Siamo pronti a scaldare i motori per affrontare le insidie di un nuovo anno. Quelli che pensavano che Uroboria non sarebbe arrivato a mangiare il panettone stanno ora probabilmente agonizzando in un letto d’ospedale, oppure in una boscaglia del profondo Sud con un paio di incisioni nella zona lombare, oppure ancora nell’abitacolo di un’automobile, abbandonati dalle rispettive fidanzate, in attesa che il gas gli procuri un’asfissia. Come vedete giustizia c’è, e vigilia costantemente su di noi.
Alla prossima! V’amiamo.

* A quanto pare esiste una versione “femminile” del pandoro, del tutto identica all’originale maschio ma meno slanciata. Pensate un po’ voi.

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