07/09/11

XV. Pionieri dell'Autogrill, primo atto

Un paio di anni fa, a Roma, dovendo il sottoscritto espletare i propri bisogni fisiologici, poté leggere in un bagno pubblico la scritta che segue: Mi chiamo Bocca di Rosa il mio numero *** puttana [sic].
L’arte suprema dei graffiti, però, non è figlia dei tempi moderni. È riduttivo pensare solamente ai camionisti obesi che, per sfogare le frustrazioni sessuali, si rintanano nei cessi dell’Autogrill imbrattandoli di messaggi osceni, raffigurazioni esplicite e quant’altro: le “scritte sui muri” esistono in realtà da millenni, e quello che oggi vi proponiamo è un corposo assaggio di graffiti latini, tratti dall’omonimo testo della BUR in cui sono raccolti.
O accoliti della trivialità! O adolescenti foruncolosi divoratori di Rustichelle! Pensate forse che dalle vostre mani impudenti siano sgorgati capolavori, incastonati nei pubblici muri a commemorare le vostre bravate? Guardate allora cosa sapevano fare mercanti, osti, avventori e meretrici nell’antica Roma! Godete dei vangeli che essi, per divino afflato, ci hanno lasciato tra i resti archeologici di vie, case private e locande pompeiane!
Cominciamo il nostro special sui graffiti latini (chissà, magari ci riuscirà anche di scannerizzare qualche graffito figurato e di postarlo, successivamente, su Uroboria) con il tema principe delle scritte oscene d’ogni tempo: l’erotismo. Nella prossima puntata pubblicheremo invece quelli attinenti alla vita di tutti i giorni, nelle sue multiformi sfaccettature. Enjoy.

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Questi sono i veri vangeli
apocrifi!

Dalla raccolta Amor sacro e profano, anzi osceno

(BUR, 1998; trad. a cura di Luca Canali)

Nemo est bellus nisi qui amavit mulieret adulescentulus.
Un ragazzetto non è “fico” se prima non ha amato una donna.
[Pompei, parete settentrionale della Basilica]

Pupa que bela is1, tibi me misit qui tuus est: vale.
Pupa che sei “bona”, chi è tuo mi mandò a te: ciao.
[Pompei, casa di Sallustio]

Quisquis amat nigram, nigris carbonibus ardet; / nigram cum video, mora libenter aedeo2.
Chiunque ama una nera, arde su neri carboni; quando vedo una nera, mangio volentieri more.
[Pompei, da una villa suburbana di Boscotrecase]

Mentula cessas, verpa lumbos / apstulit3.
Hai il cazzo fuori uso: il tuo strumento troppi culi ha suonato.
[Roma, Domus Tiberiana]

Quisquis amat pueros, etiam sine fine puellas, / rationem saccli4 non habet ille sui.
Chi ama il ragazzino, e anche insegue di continuo pulzelle, non ha riguardo al proprio borsellino.
[Roma, Domus Aurea]

Crescens, quisque meam futuit rivalis amicam, / illum secretis montibus ursus edat.
Crescente, qualunque rivale chiavi la mia amante, un orso lo divori in qualche recesso di monte.
[Roma, Domus Tiberiana]

Hic ego cum domina resoluto clune peregi, / tales sed versus scribere turpe fuit5.
Qui la mia donna ho infilzato a natiche al vento, ma scrivere tali versi è proprio una vergogna.
[Pompei, villa dei misteri]

Vos mea mentula deseruit, dolete, puellae, / pedicat6 culum. Cunne superbe, vale.
Piangete ragazze, il mio cazzo vi ha abbandonato, ora incula culi. Fica superba, addio.
[Pompei, da una taverna della regio I]

Duo sodales hic fuerunt, et cum diu malum ministrum in omnia haberent / nomine Epaphroditum, vix tarde / eum foras exigerunt7. / Consumpserunt persuavissime cum futuere HS CVS.
Qui due amici sostarono, e avuto a lungo servitore tuttofare un mascalzone di nome Epafrodito, finalmente lo licenziarono. Per la scopata sborsarono di buon grado 105 sesterzi e 1/2.
[Ercolano, terme a mare o suburbane]

Apelles Mus cum fratre Dextro / amabiliter futuimus bis / binas.
Io Apelle Mure e mio fratello Destro abbiamo teneramente fottuto due volte due ragazze cadauno.
[Ercolano, terme a mare o suburbane]

Hic ad Callinicum / futui orem anum8
Qui in località Callinico fottei in *boca e *nel’ano…
[Ostia, casa di Giove e Ganimede]

Move te, fellator.
Muoviti, succhiacazzi.
[Pompei, casa di Claudio Eulogo in via dell’Abbondanza]

Euplia / hic cum hominibus bellis / M.M.
Qui Euplia con 2000 uomini gagliardi.
[Pompei, taverna di Febo nel vicolo del Panettiere]

Verecundus… / mentulum lingit9.
Verecondo… lecca l’uccello.
[Pompei, taverna di Febo nel vicolo del Panettiere]

Eutychis / Graeca assibus II, / moribus bellis.
Eutiche greca dai modi di puttana puoi fartela per 2 lire.
[Pompei, casa dei Vettii]

Futuitur cannus pilossus10 multo melius quam glabre; / eadem continet vaporem et eadem vellit mentulam.
Di molto preferimmo fotter fiche pelose piuttosto che glabre; perché trattengono il calore e drizzano l’uccello.
[Pompei, Basilica]

Satur, noli cunnum lingere / extra portam set11 intra portam; / rogat te Arpocras ut sibi lingas mentulam.
Saturo, non leccar la passera fuori della porta, ma dentro la porta; Arpocrate ti chiede invece di leccargli l’uccello.
[Pompei, via dei Diadumeni]

Quintio hic / futuit ceventes / et vidit qui doluit.
Quinzio fotté qui culi frementi, e vide a chi gli doleva.
[Pompei, da una taverna della regio IX]

Romula vivos mile12 trecentos.
Romula ne succhia mille e trecento belli vivi.
[Pompei, casa di M. Fabio Rufo]

Mentula tua iubet, amatur.
Il tuo cazzo dà ordini: è amato.
[Pompei, via delle case di Championnet]

Felix pedico13.
Che gioia inculare!
[Roma, Paedagogium]
__________
1. Que bela is = quae bella es.   2. Aedeo = edo.   3. Apstulit = abstulit.   4. Saccli = Sacculi.   5. Il secondo rigo potrebbe essere un’aggiunta fatta da qualche vecchio moralista.   6. Pedicat = paedicat.   7. Exigerunt = exegerunt.   8. Il secondo rigo presenta alcune sgrammaticature, mantenute nella traduzione. Orem = os.   9. Le parole sotto il nome sono aggiunte da un altro: altro genio, se posso dire la mia.   10. Pilossus = pilosus.   11. Set = sed.   12. Mile = mille.   13. Pedico = paedico.

***

Ci sarebbero moltissimi altri pezzi di bravura che, tuttavia, per ragioni di spazio, non ho potuto inserire. Per il momento vi ho presentato questa prima selezione, dedicata all’amore osceno; valuterò poi se pubblicarne una seconda. Potrei anche inserire una coppia di graffiti come coda agli interventi che verranno, finché non saranno esauriti tutti (credetemi: non ce n’è uno che non meriti di essere letto). Insomma, vedremo. Vi consiglio tuttavia di procurarvi, in qualche modo, il libro della BUR, vera e propria Grande Rhetra per gli estimatori del genere: un conto è, infatti, sfogliare le singole pagine e immergersi pienamente nell’atmosfera godereccia in cui hanno vissuto questi lubrici individui, un altro è leggerne le gesta attraverso uno squallido schermo.
Va beh, basta. Ho rotto le palle anche troppo, per oggi.

1 commento:

  1. Pulchre, fellator! Sai bene che apprezzo le scritte sui muri e tra queste ci sono certamente alcune delle migliori che io abbia letto. Però mettere tutte le note di ortografia latina è veramente TROPPO nerd, non che per questo io non le abbia lette. Addo: **** ***** mentulas lingit.

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